In italiano, “sciupato” è il participio passato del verbo “sciupare”: gettare al vento, dissipare, sprecare. In napoletano, “sciupato” vuol dire qualcosa di diverso. Un vestito è “sciupato” quando non è più nuovo: quando è un po’ stropicciato, perché è stato indossato più volte: insomma, quando è “vissuto”. Allo stesso modo, dire a qualcuno “stai sciupato” vuol dire che lo si vede smagrito: come se fosse stato consumato da qualcosa. Ebbene, quel che sciupa la donna che ha incontrato uno “sciupafemmine”, è l’amore. Chi ama brucia. E si brucia: si consuma. Sul piano fisico, sciuparsi vuol dire spesso asciugarsi, dimagrire. Il dimagrimento oggi è spesso inseguito, e conseguito, con una dieta feroce.
Ma al tempo in cui la floridezza era sinonimo di bellezza e di agiatezza, se si dimagriva; se ci si “sciupava”, era a causa di una malattia. Fisica, oppure psicologica: l’amore. Ma attenzione: non stiamo parlando delle pene provocate da un amore non corrisposto. La donna vive con lo sciupafemmine un amore assolutamente paritario, reciproco, e condiviso. E straordinario, nel senso della extra/ordinarietà: e non può essere che così, perché lo sciupafemmine è una persona molto speciale, di quelle che raramente s’incontrano nella vita.
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